L’universo è un materasso (e le stelle un lenzuolo)

  • Teatro Istituto agrario Ciuffelli
  • Domenica 1 Settembre – Ore 11:00
  • Ingresso Gratuito con prenotazione obbligatoria
  • Info Prenotazioni

Questo – afferma l’autore, Francesco Niccolini – è il grande racconto del Tempo, diviso in quattro Capitoli. Il primo racconta il tempo in cui il Tempo non esisteva ancora e l’origine del tutto attraverso il mito. Il secondo capitolo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l’occhio umano potevano cogliere e comprendere: al mattino il Sole nasce a est, la sera tramonta a ovest, dunque il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana, in cui l’uomo scopre che la realtà non è quella che sembra. Ovvero: il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è.

L’ultimo capitolo è il più ambizioso e difficile: riguarda il Novecento, da Einstein ai Quanti, l’epoca in cui l’uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica, lo spazio vuoto non esiste, le particelle di materia sono imprevedibili e non sono mai dove dovrebbero essere. Noi compresi, ovviamente. Tutto questo raccontato con occhi pieni di meraviglia (e anche un po’ di spavento) dal protagonista di tutta la storia: il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell’Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire.

Raccontare ad un giovane pubblico la storia del Tempo, dal Mito alla Meccanica Quantistica – aggiunge il protagonista, Flavio Albanese – è divertente e utile. E’ un modo per divertirsi studiando, per imparare ridendo, e farsi le stesse domande che i più grandi Filosofi e Scienziati si sono posti nei secoli. Domande semplici ma importantissime. Il Tempo forse non esiste, come forse non esistono gli Dei, ma è altrettanto vero che esistono tutte le cose in cui crediamo. “Le cose esistono se tu le fai esistere” quelle Belle e quelle Brutte. Dedicato a chi crede e non smette mai di crederci.

  • Di Francesco Niccolini
  • Diretto e interpretato da Flavio Albanese
  • Collaborazione artistica e luci Marinella Anaclerio
  • Scena da un’idea di Marco Rossi e Paolo Di Benedetto
  • Assistente alla regia Vincenzo Lesci
  • Consulenza scientifica Marco Giliberti