Il Canto di Ulisse

  • Teatro comunale
  • Sabato 31 Agosto – Ore 21:00
  • 15€ + prevendita
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Nel mio scrivere, nel bene o nel male, sapendolo o no, ho sempre teso a un trapasso dall'oscuro al chiaro, come (mi pare che lo abbia detto Pirandello, non ricordo più dove) potrebbe fare una pompa-filtro, che aspira acqua torbida e la espelle decantata: magari sterile. Primo Levi

In occasione del Centenario della nascita di Primo Levi la Compagnia Diritto e Rovescio crea per rendergli omaggio lo spettacolo “ Il canto di Ulisse” (testi tratti da “L’ultimo Natale di guerra ”e dal suo capolavoro “Se questo è un uomo”) con la preziosa interpretazione di un grande attore come Roberto Herlitzka, accompagnato dai musicisti Alessandro Di Carlo al clarinetto e Alberto Caponi al violino.

L’ultimo Natale di guerra è una raccolta di vari racconti “dispersi”, scritti da Primo Levi tra il 1977 e il 1987 per diversi giornali e riviste, editi postumi. Il canto di Ulisse è in “Se questo è un uomo” l’episodio in cui più intensamente e consapevolmente vediamo i personaggi elevarsi al di sopra dell’atmosfera del lager. I versi di Dante hanno il potere di evocare il mondo fuori da questa terribile realtà, spazi aperti, orizzonti sterminati, mari e montagne familiari. Ulisse è l’uomo che esprime una delle sue aspirazioni più alte, il desiderio di conoscenza: «Considerate la vostra semenza: / Fatti non foste a viver come bruti, / Ma per seguir virtute e conoscenza».

Il collage di testi scelti è una specie di magico caleidoscopio dove incontriamo atmosfere diverse che si muovono su di un doppio registro narrativo, quello fantastico-kafkiano e quello più realista. Noi abbiamo immaginato un viaggio sospeso tra ricordi e reverie, dove il protagonista, Primo Levi, alterna momenti di testimonianza del suo vissuto tragico nel lager a momenti di evasione, dove la sua fantasia si libera in voli quasi onirici forse a lenire il peso della realtà in cui era immerso insieme a tutti i suoi compagni,” i sommersi”.

In questo viaggio un canguro partecipa ad una cena borghese, a una fanciulla spuntano le ali, frammenti di ricordi di infanzia si mischiano a ricordi di vita del lager, vissuta con quel 174517 marchiato sull’avambraccio sinistro, vita di cui Primo Levi si è reso testimone con la sua opera letteraria per salvare la memoria di tutta l’umanità dal “Male”: ricordare per noi non dev’essere solo uno strumento culturale, ma un dovere morale.

  • Debutto nazionale
  • Liberamente ispirato a testi di Primo Levi
  • Regia Teresa Pedroni
  • Con Roberto Herlitzka
  • Musiche eseguite dal vivo da Alessandro Di Carlo (clarinetto) e Alberto Caponi (violino)