Comedy Lab

Per la prima volta in Umbria, un laboratorio sulla comicità che viaggia di sera in sera e di bar in bar, in compagnia del talentuoso Matthias Martelli:

SCOPRI IL COMICO CHE C’È IN TE
Venerdì 30 Agosto | Ore 20.00 | Basico Osteria

Cos’è il comico? – Il comico è una cosa seria, siamo abituati da una cultura pedante a pensare che il comico sia un genere “inferiore” rispetto al tragico, che sia “semplice”, “facile” e meno professionale del Teatro drammatico. Non è così. Fare il comico è difficilissimo, è un’arte che in parte si possiede ma in larga parte ha bisogno di studio continuo. Il comico non fa solo ridere: ha a che fare con la tragedia e con la poesia. Lasciate perdere Colorado Cafè, ditemi: quali sono i comici più grandi che ci ricordiamo? Prendiamone uno su tutti: Charlie Chaplin e rendiamoci conto di come la sua comicità sia intimamente legata a una poetica e al dramma. Se non l’avete visto, andatevi a vedere “Il Grande Dittatore”.

Il comico è meraviglioso quando riesce a coniugare la risata al pianto, quando stimola il cervello, c’è una bellissima citazione di Moliere: “Con la risata, ti si spalanca la bocca, e con la bocca anche il cervello, e nel cervello entrano i chiodi della ragione”. Il comico mostra lo scheletro sotto la carne, è capace di far vedere l’invisibile, stimola il cervello alla critica e alla riflessione, può evocare mondi sepolti negli spettatori, richiamare dubbi, paure e speranze, è uno strumento potentissimo di cambiamento.

Non a caso i comici sono sempre stati censurati dal potere, dai giullari medievali a Dario Fo. Cos’è il comico? Il comico è sempre qualcosa che esce dai binari, che meraviglia, che rompe le regole, non a caso i comici sono fra le prime categorie che vengono fatte fuori dai regimi e dagli assolutismi in generale (pensiamo per esempio ai giullari medievali).

RECITARE ALL’IMPROVVISO
Sabato 31 Agosto | Ore 20.00 | Il Fondaco

Le radici del nostro teatro affondano nella Commedia dell’Arte e nei Giullari Medievali, che ci insegnano come fosse fondamentale nel rapporto con il pubblico l’arte dell’improvvisazione.

Per loro improvvisare era qualcosa di essenziale: invogliava gli spettatori a tornare il giorno successivo, perché
avrebbero visto uno spettacolo sempre diverso.

L’improvvisazione poi, facendo a meno del testo fisso e subordinando la parola scritta all’azione, era vista come una conquista dell’autonomia del teatro dalla soggezione della letteratura.

Ma, attenzione, l’improvvisazione non era solo frutto della genialità del momento, bensì di una serie di tecniche ben precise tramandate da generazioni di attori.

IL GIULLARE CONTEMPORANEO
Domenica 1 Settembre | Ore 19.00 | Caffè della Consolazione

I giullari medioevali erano attori, buffoni e saltimbanchi che attraverso un uso grottesco della voce, della mimica, del corpo e della gestualità, denunciavano i soprusi del Potere e le contraddizioni del Sacro. Questa tradizione, impregnata di comicità e satira, ha attraversato i secoli ed è arrivata fino ad oggi, ricevendo poi la consacrazione definitiva con l’assegnazione del Premio Nobel al più grande giullare contemporaneo: Dario Fo, premiato non a caso con la motivazione “perchè nella tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere per restituire dignità agli oppressi”.

Ai giullari era concessa libertà di parola come si concedeva ai matti, e perciò erano considerati il giornale parlato del popolo e “lo spirito critico del corpo sociale”.

Possiamo oggi, noi “giullari contemporanei”, stimolare con il nostro lavoro sulla scena la riflessione critica attraverso l’ironia e il sarcasmo?

La partecipazione ai Comedy Lab è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria